Intanto la Procura indaga per truffa

Nei guai quattro direttori, ma l’elenco sembra destinato ad allungarsi

UDINE. Sui due istituti di credito veneti finiti nell’occhio del ciclone, la magistratura friulana ha avviato da tempo una serie di indagini volte ad accertare le ipotesi di truffa contestate a più di qualche dipendente. L’inchiesta a carico della Banca popolare di Vicenza è partita alla fine del 2015, a seguito degli esposti presentati da alcuni risparmiatori che lamentavano di avere perso centinaia di migliaia di euro dopo avere acquistato le azioni della medesima banca, così come consigliato loro dai dirigenti con cui, fino ad allora, avevano intrattenuto un rapporto di reciproca fiducia. Nei giorni scorsi, quattro direttori sono stati interrogati dalla Guardia di finanza della sezione di Pg della Procura, che opera su delega del pm Elisa Calligaris.
A finire nei guai, in questa prima tranche d’inchiesta, sono stati il direttore e il vice direttore della sede di via Cavour, a Udine, il direttore degli uffici di Sacile, e il direttore generale Fvg, nel frattempo andato in pensione. I fatti contestati risalgono ai mesi di gennaio e febbraio 2014, quando ai clienti furono fatte sottoscrivere operazioni d’acquisto di azioni della BpVi «a costo zero, senza rischi e di durata limitata». Di lì a qualche mese, come noto, il valore del “pacchetto” era precipitato. Sui tre fascicoli aperti dal pm Viviana Del Tedesco per fare luce su casi simili denunciati da risparmiatori della Veneto Banca, per il momento, compare soltanto l’ipotesi di reato per cui s’indaga: la truffa, appunto. Quanto ai presunti responsabili, le inchieste risultano ancora a carico di ignoti. Anche in questi casi, il sospetto è che i clienti siano stati raggirati. Stando alle denunce finora presentate, la banca avrebbe imposto loro condizioni capestro, a fronte della richiesta di un finanziamento, inducendoli ad acquistare azioni e obbligazioni rivelatesi in breve poco più che carta straccia.

FONTE Messaggero Veneto