Codroipo, risarcimenti per il caso finti vaccini: incontro con le famiglie

Iniziativa legale del Movimento per la difesa del cittadino Fvg. «Vogliamo capire se c’è stato rischio per bimbi e donne incinte» di Viviana Zamarian

CODROIPO. Chiamata a raccolta, a Codroipo, dei genitori che vorranno aderire alla “class action” per essere risarciti in sede civile dopo lo scandalo dei finti vaccini. Gli avvocati dello studio legale di Treviso Calvetti & Lawyers, al quale il Movimento per la difesa del cittadino Fvg ha dato l’incarico per tutelare nell’imminente azione legale i cittadini vittime della vicenda, l’altra sera hanno tenuto un incontro informativo con le famiglie.

Il primo step dell’iniziativa è stato compiuto: quello di avviare la collaborazione con il dirigente medico pediatra Alberto Tommasini. «La nostra strategia – hanno spiegato – è quella di ascoltare in primis voi genitori per capire quali sono concretamente i problemi.

Poi, vogliamo raccogliere il più grande numero possibile di informazioni per capire se c’è stato, con la mancata vaccinazione, un concreto rischio per i bambini e se siano stati messi in una situazione di pericolo di contagio per loro e per la collettività. E vogliamo comprendere anche se voi genitori avete sofferto un qualche danno avendo trovato un ente non pienamente capace di far fronte a tale situazione non tanto da un punto di vista sanitario e tecnico, ma umano. Alcuni genitori si sono dovuti infatti attivare in prima persona».

Il sindaco Fabio Marchetti ha rimarcato i ritardi nel cronoprogramma delle rivaccinazioni: «Ci era stato promesso che si sarebbe concluso entro giugno e invece leggiamo sul sito internet che siamo andati a fine anno».

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Luca Ciriani si è quindi impegnato a «sollecitare costantemente la giunta Serracchiani a non nascondersi e a cercare fino in fondo le responsabilità avendo un rapporto più diretto e trasparente con i genitori e con tutti coloro che sono stati coinvolti in questa vicenda».

Ora, dunque, come è scritto anche nel sito internet dello studio legale «si esamineranno i rischi corsi nel periodo di non copertura dal vaccino: non solo quelli per i bambini, ma anche per le donne in gravidanza venute in contatto con piccoli che si sono ammalati di rosolia e morbillo. Una volta che il quadro su rischi e danni effettivi sarà definito, allora, sarà possibile procedere con l’azione risarcitoria sia contro il materiale esecutore del piano scellerato, sia contro le aziende sanitarie per le quali ha lavorato, in considerazione della responsabilità

sia contrattuale che extracontrattuale».

Come è stato precisato nel corso della serata ai genitori, sarà chiesta un’unica spesa iniziale di 100 euro che serviranno per finanziare gli studi medici dei professionisti.

LINK ARTICOLO Messaggero 28/06/2017