Class Action Bayer Pillola Anticoncezionale

Class Action contro Bayer e azione risarcitoria pillola anticoncezionale

Azione Legale contro Bayer

A inizio 2016 trova nuovo impulso l’azione risarcitoria intentata contro Bayer.
Decine sono ormai le donne che in Italia (ahimè centinaia nel Mondo) sono state vittima di episodi tromboembolici a seguito dell’assunzione delle pillole anticoncezionali Yasmin, Yaz e Yasminelle, contenenti il principio attivo Drospirenone.
Trova, infatti, conferma la notizia di stampa che anche in Germania è stata avviata una causa civile contro la casa farmaceutica Bayer, produttrice delle pillole, da parte di alcune donne che, dopo l’assunzione di Yasminelle, avevano sofferto di una grave embolia polmonare.
Per quanto attiene la nostra azione, ricordiamo che lo Studio Legale Calvetti & Lawyers di Treviso – per conto di numerose donne tutte associate all’Associazione Salute & Diritto – ha provveduto a depositare un atto di denuncia - querela presso la Procura della Repubblica di Torino volto ad indagare e accertare l’operato di  Bayer, ivi evidenziando i seguenti indicatori obiettivi.
I più recenti studi scientifici hanno ripetutamente accertato che le pillole anticoncezionali contenenti Drospirenone possono triplicare il rischio di embolia.
Negli Stati Uniti la U.S. Food and Drug Administration ha ordinato alla Bayer di potenziare gli avvisi di rischio su tali prodotti e, addirittura, ha sanzionato la casa farmaceutica tedesca per pubblicità ingannevole imponendo una campagna pubblicitaria correttiva da 20 milioni di dollari.
Sempre negli Stati Uniti la Bayer ha transato ben 651 cause avviate da donne vittime di episodi tromboembolici che avevano condotto anche a infarti e ictus: la medesima ha reso noto di aver pagato 142 milioni di dollari in rimborsi transattivi, per una media di circa 218.000 dollari a causa.
In Europa l’EMA – European Medicines Agency - ha dovuto affrontare il tema su impulso di numerosi Stati e della Commissione: all’esito di approfondite procedure, da una parte, sono state confermate le risultanze dei più recenti studi scientifici che indicano un aumento del rischio e, dall’altra, è stata rigettata la richiesta di Bayer di variare il marketing di tali prodotti per il trattamento dell’acne moderato tra le donne, evidenziando proprio che i rischi (di troembolia venosa) sarebbero stati maggiori dei benefici.
Si ritiene, dunque, che la nuova causa civile proposta in Germania – la patria di Bayer – possa ancor di più aiutare a chiarire la verità e ad ottenere il giusto risarcimento per i danni e le sofferenze patite.