Class Action Banca Popolare di Vicenza

Azione Collettiva Azionisti Banca Popolare di Vicenza

Class Action Studio Legale Calvetti con gli azionisti della Banca Popolare di Vicenza

La vicenda di Banca Popolare di Vicenza e la conseguente Class Action presenta delle evidenti affinità con quella di Veneto Banca: i due percorsi sono pressoché sovrapponibili.
BPV è anch’essa un Banca Popolare molto radicata nel triveneto e a livello nazionale.
Negli anni, l’Istituto di Credito ha offerto in vendita ai clienti le proprie azioni, il cui valore – com’è previsto per le Banche Popolari – veniva determinato dalla società medesima, in assenza di confronto con il mercato.
Il punto di svolta, anche in quest’ipotesi, è consistito in un’ispezione e conseguente Relazione con cui Banca d’Italia ha mosso pesanti rilievi nei confronti dell’Istituto: quest’ultimo, a quanto pare, procedere al riacquisto delle proprie azioni senza le autorizzazioni imposte dal legislatore.
Questa anomalia ha stimolato ulteriori controlli che hanno inevitabilmente condotto alla scoperta di ulteriori irregolarità, tali da spingere la Procura di Vicenza ad avviare un'indagine penale nei confronti dei vertici societari per reati quali – tra gli altri – aggiotaggio e ostacolo all’attività di vigilanza.
I profili di rilievo sono molteplici.
La Banca, oltre ad aver riacquistato azioni proprie senza le necessarie autorizzazioni, ha concesso finanziamenti ai clienti destinati all’acquisto delle azioni dell’Istituto stesso. In alcuni casi, l’acquisto di azioni è stato imposto ai clienti quale “controprestazione” al fine di poter ottenere finanziamenti.
Volendo sintetizzare le diversi posizioni:

  1. Acquisto “semplice”. Alcuni soggetti sono stati indotti all’acquisto sulla base di valutazioni patrimoniali che – alla luce delle indagini in corso – non corrispondevano ai dati reali. Il risultato è stata una significativa sopravvalutazione delle azioni e, di conseguenza, un grave danno in capo agli azionisti.
  2. Acquisto di azioni quale condizione per l’ottenimento di finanziamenti.
    Altri soggetti sono stati costretti ad acquistare azioni degli istituti di credito come condizione imprescindibile per l’ottenimento di finanziamenti.
    In altre parole, l’acquisto delle azioni fungeva da “corrispettivo” o “leva” per l’apertura di linee di credito. Non solo. Spesso gli istituti di credito promettevano agli acquirenti che – a fronte dell’acquisto della azioni stesse – sarebbero state accordate loro condizioni economiche più favorevoli: promesse regolarmente tradite.
  3. Acquisti finanziati dagli istituti di credito. In alcuni casi, gli istituti di credito sono persino giunti a concedere mutui di scopo finalizzati al solo acquisto di azioni dell’istituto stesso. In altri termini, le banche popolari concedevano prestiti onerosi ai propri clienti affinché questi acquistassero azioni della banca stessa.


Anche in questo caso, le ricadute delle ispezioni e indagini sul valore delle azioni è stato deleterio. L’Assemblea di Banca Popolare di Vicenza ha deliberato una svalutazione delle azioni da € 62,50 a € 48,00.
A breve, l'Assemblea dei soci BPV si riunirà nuovamente: gli analisti e la stampa specializzata danno per certo un nuovo - ed ancor più incisivo -  ribasso.
Nel corso del prossimo anno, poi, Banca Popolare di Vicenza dovrà necessariamente trasformarsi in una Società per Azioni, così come imposto dal d.l. 24 gennaio 2015, n. 3, con cui il Governo ha varato la c.d. “Riforma delle Banche Popolari”: in tale occasione emergerà il reale valore patrimoniale dell’Istituto Bancario che - purtroppo - si profila ben inferiore rispetto a quello sino a oggi rappresentato. Di conseguenza, per i soci di BPV si prospettano nuove – e significative – perdite.
Peraltro, le Disposizioni di Attuazione redatte dalla Banca d’Italia prevedono espressamente che le Banche Popolari possano introdurre clausole statutarie con limitare il rimborso delle azioni del socio uscente: ottenere i propri denari sarà ancor più difficoltoso.
A oggi, gli azionisti non sono in grado di alienare le proprie azioni, la Banca non è disposta – visti anche i limiti imposti dal legislatore – a riacquistarle né – ove siano stati concessi finanziamenti in favore dei soci – a porle in compensazione.
 

La Class Action dello Studio Calvetti & Partners con gli azionisti di Banca Popolare di Vicenza

Tlc Lawyers Calvetti & Partners è in questi periodo impegnato in uno studio teso a proporre un’azione collettiva ( class action ) nei confronti dell’intera catena di gestione degli istituti di credito (amministratori, sindaci, società di revisione e Banca d’Italia), così da poter ottenere il ristoro dei danni morali e patrimoniali subiti dagli azionisti in conseguenza della svalutazione delle partecipazioni societarie.
Non vi è dubbio, infatti, che tali danni siano il risultato delle false valutazioni operate dai vertici degli istituti di credito nonché dell’omessa vigilanza da parte dei soggetti deputati a tale attività.
Le iniziative che lo Studio si appresta a intraprendere riguarderanno – oltre all’ambito civile – anche il versante penale,  così da poter assicurare il raggiungimento del miglior risultato.

Per maggiori informazioni classaction@calvettiepartners.org oppure contattare 0422 5588