Qual è il significato di Class Action ?

Origine della class action e diffusione

Redazione

L’istituto della class-action trova la propria origine nel diritto statunitense e, quindi, di matrice anglosassone (il common law).
L’utilizzo di tale modello di azione ha condotto a risultati rilevanti, poiché i danneggiati sono stati ristorati dei danni subiti con importi risarcitori estremamente significativi.
Il punto di svolta risale agli anni ’90 ed è rappresentato dalle oramai famose azioni di classe instaurate nei confronti delle industrie del tabacco (le c.d. tobacco litigations).
In seguito, considerati gli esiti fruttuosi cui erano giunti tali procedimenti, sono state proposte nuove azioni in materia di consumatori, mercati finanziari e – infine – ambiente.
La fortuna del modello americano si basa su due “principi”:

  • “L’unione fa la forza”: è evidente che, per un singolo consumatore, affrontare un colosso multinazionale può rappresentare una battaglia persa in partenza.
    Tuttavia, se i soggetti che agiscono di concerto sono qualche centinaia – o persino migliaia – il discorso cambia: le spese del giudizio vengono diluite e il rapporto di forza azienda-utenti viene riequilibrato.
  • “L’avvocato imprenditore”: negli Stati Uniti gli avvocati possono legittimamente trattenere – a titolo di corrispettivo – una percentuale delle somme riconosciute agli aderenti a titolo di indennizzo: di conseguenza, molto spesso i grandi studi “scommettono” e investono sull’esito favorevole delle controversie.
    Com’è logico, tale meccanismo spinge i migliori studi americani a schierarsi dalla parte dei consumatori: in tal modo, i primi ottengono ottimi guadagni e i secondi sono maggiormente tutelati.

 
Il proliferare di azioni collettive ha condotto molti stati a seguire il percorso statunitense e, quindi, ad adottare legislazioni che disciplinino la class-action: passi avanti in tal senso sono stati compiuti in Canada, Australia, Israele e in molti paesi europei (Spagna, Germania, Francia, Svezia e Danimarca).